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Sono tante le Storie di cavalli, di uomini, donne e avventure che l'ippica -trotto e galoppo- avrebbe da raccontare ma non lo fa quasi più, presa com'è a crogiolarsi in una autoreferenzialità masochistica e senza sbocchi, neppure sui media, senza la minima chance, se non invertendo la rotta, di aprirsi alla gente e ai nuovi potenziali "clienti".
Orsenigo sta a Giuseppe De Montel come Ribot a Federico Tesio. Buoni, calma , adesso vi spiego ma non agitatevi prima del tempo. Non voglio , non è corretto, fare paragoni sulle carriere dei due. La relazione è di altro genere.
Il Senatore ci ha lasciato ad inizio maggio del 1954. Aveva fatto in tempo , nel 1953, ad acquistare Mariebelle, una figlia di Mieuxcè che era nata nel 48 ma non aveva avuto risalto in pista . Era gravida di His Highness e nel 54 partorì Manfredina.
Icolori dell'autunno a San Siro galoppo trovano posto nel cuore di tutti i milanesi e naturalmente ancor più in quello degli appassionati di cavalli. La corsa faro è il 'Jockey Club' e quest'anno l'appuntamento è per il pomeriggio di domenica 19 ottobre.
Sono passati 70 anni esatti da quella prima domenica di ottobre del 1955. Parigi, Longchamp, Arco di Trionfo . Ribot ( 1952, da Tenerani e Romanella da El Greco) mette in ginocchio, nelle mani di Enrico Camici ( tre volte Arc winner), Beau Prince e Picounda.
San Siro, 1930 , Gran Premio di Milano, la CORSA per il Senatore. Vince Cavaliere d’Arpino . Il grande rimpianto del Mago di Dormello che ha sempre considerato il figlio di Havresac il più eccezionale cavallo mai allenato.
Proprio cosi ! 90 anni orsono nasceva, 1935, il capolavoro immenso del Senatore, gloria del Turf mondiale. Già… sarà veramente stato lui il capolavoro oppure…..Proviamo a fare chiarezza e mettiamo qualche paletto.
Si è venduto tutto, persino Nearco il più grande razzatore del secolo scorso, cui pure il cavallo icona del turf americano, Secretariat, deve i natali. E la moglie Lydia l'ha seguito a ruota cedendo oltre Atlantico il simbolo del galoppo italiano, Ribot. Il credo di Federico Tesio, il padre-padrone dei rossocrociati, era allevare, valorizzare, vendere, ma i campioni della pista gli spuntavano in casa come l'erba di Dormeĺlo e dell'Olgiata.




























